Massagno

A Massagno si giocava già negli anni '20

    La nostra società, costituita come si sa nel 1946, non è stata la prima società
    di calcio di Massagno ma è stato preceduta da altre squadre che han tenuto alto
    il nome del Comune nel Cantone. Le prime notizie di una squadra iscritta regolarmente
    ai campionati regionali si hanno negli anni 1920-1921, quando il Massagno militava
    nella Serie B ticinese, assieme ad altre formazioni blasonate per nome quali Bellinzona
    II, Locarno II, Chiasso, Lugano II ed altre ancora.
  
    Nella stagione 1922-1923 si ha notizia dell'iscrizione al campionato, oltre che
    della prima squadra, anche del Massagno II e di una formazione chiamata Aurora Massagno.

     Un pesce d'aprile mal riuscito
     Primo aprile 1923. La rivalità tra i giocatori del F.C. Massagno e del F.C. Aurora
      (una squadra nata in Via Pepena a Lugano ma trasferita a Massagno da poco) è molto
      alta. Il F.C. Massagno ha appena vinto il campionato ticinese di serie B, mentre
      l'Aurora Massagno ha trionfato ad Arbedo nel campionato di serie C. Sul campo lungo
      l'attuale Via Motta il 10 aprile 1923 scontro diretto, un derby attesissimo. Un
      dirigente del F.C. Massagno si presenta con un grande pacco. La gara inizia e, a
      causa di un fallo di mani di Gerosa, il F.C. Massagno si vede punito con un rigore.
      Tira Muzio e l'Aurora vince clamorosamente per 1 a 0. Una grossa sorpresa soprattutto
      per il dirigente avversario che aveva già pronto un gigantesco pesce d'aprile di
      cioccolato per gli avversari. Per quella volta il cioccolato ha addolcito come in
      tante altre occasioni una sconfitta e il pesce d'aprile è andato a farsi friggere...

    Nella stagione 1924-1925 si apprende che il giocatore del Massagno Cleante Cavazzuti
    fa parte della Commissione di revisione degli statuti e regolamenti cantonali della
    Federcalcio ticinese, mentre la stagione 1925-1926 è trionfale per il F.C. Massagno
    che si aggiudica il titolo di Serie B con la prima squadra e il titolo di Serie
    C con la seconda. Riportiamo quanto citato dal libretto "Il gioco del calcio
    nel Ticino" edito dalla Federazione Ticinese nel suo quarantesimo
    di fondazione, mentre nel Sopraceneri trionfava il F.C. Massagno con otto vittorie su 
    altrettante partite giocate. 
    Nella finale per il primato di gruppo, i massagnesi superavano il Lugano III per 4 a 2
    ed ottenevano forfait nella seconda partita. Il Massagno si aggiudicava anche le
    due partite di promozione relegazione col Giubiasco, ultimo della Prima Divisione,
    vincendo per 7 a 0 e 5 a 4. In terza Divisione il Massagno II si aggiudicava il
    primato nel Sottoceneri, sua giurisdizione naturale, mentre nel Sopraceneri si rendevano
    necessari ben tre incontri. Nella "bella", il Massagno II aveva la meglio sulla
    "terza" del Bellinzona per 3 a 2.

      Due passi nei ricordi
      Crediamo di fare piacere agli anziani e di attirare l'attenzione dei giovani riportando
      il testo apparso sul numero unico, dopo dieci anni di vita, dell'allora Associazione
      Sportiva Massagno, scritto con vera passione per il gioco del calcio dal compianto
      Attilio Mazzola, valente giocatore, membro di comitato e socio onorario della nostra
      Società. Il testo, anche se contiene un po' di retorica, dovrebbe farci pensare
      e riflettere sui bei tempi andati.

      "Quella notte il cielo aveva lasciato il suo fare arcigno e se n'era ritornato il
      bel cielo che tutti conosciamo, il cielo dei sogni e dell'innocenza, il cielo dei
      poeti e anche il cielo dei calciatori.
     La neve aveva sommerso ogni cosa nella campagna, fuorché i pioppi lunghi lunghi
      che dormivano il loro sonno invernale. Il campo da giuoco, il campo delle fatiche
      e delle soddisfazioni, delle delusioni e delle speranze, s'era vestito anche lui
      della bianca coltre uniforme di neve, come volesse appisolarsi fra i dormienti della
      natura, dal campanile vicino erano partiti i rintocchi ovattati dell'ora: mezzanotte.
      La luna guardava sincera di sopra il monte Brè.
      Era l'inverno del 1926. Cleante Cavazzuti era con me in quella sera di rigidi momenti.
      Nessuno d'intorno, nessun rumore, ma solo un lieve alitare di vento in quella pace
      di cimitero. Non si trattava di due nottamboli, non si trattava di due gaudenti
      che passassero di là, ma solo di due modesti calciatori che l'indomani dovevano
      cimentarsi in una finalissima di campionato, proprio su quel campo coperto di neve.
      Non era una facile cosa, bensì una difficoltà che si sarebbe detta insormontabile.
      Senza ciarlare tanto, noi due soli, si principiava a spalare il campo con una ridicola
      pretesa ma con l'intenzione e la certezza che il miracolo si fosse compiuto. Nel
      presto mattino, altri volonterosi si erano uniti a noi, altri ne giungevano ancora
      e nel volgere di un'ora una vera turba di gente, il paese tutto, era convenuta là
      in nobile gara, nel nome di vera, quanto commovente, legge sportiva. Senza sosta,
      sino alla una dopo mezzogiorno, momento in cui una livellatrice, trainata da cavalli,
      entrava sul campo a dare la rifinitura al lavoro, mentre l'osanna della gente si
      perdeva sui collinari vicini. Il Lugano d'allora era già sul campo, erano le quattordici,
      mentre la squadra del Massagno, noi due compresi, compariva subito dopo salutata
      da un migliaio di persone che facevano corona al campo. Fu una partita di cui il
      solo ricordo è bastante per inumidire gli occhi, una di quelle imprese che confonde
      il vinto ed il vincitore in un unico e grande merito. Il Massagno aveva vinto per
      tre reti a due, laureandosi in tal modo campione ticinese di seconda categoria.
      Lo scrivente per due volte aveva saputo violare la rete avversaria, malgrado lo
      sforzo della notte, e così pure il suo compagno d'avventura lo aveva uguagliato
      in generosità ed abnegazione.

      Questo un vivo ricordo sportivo di un tempo ormai perso, questa la prova che i nostri
      giovani dovrebbero archiviare a memoria e ad esempio.
      Attilio Mazzola "

      La squadra campione era così composta: G. Bernasconi, M. Bernasconi, C. Cavazzuti,
      Mazzotti, N. Pianezzi, Talleri, O. Spelher, A. Mazzola, S. Solari, D. Spelher e
      D. Storni


Anni '30

    La stagione 1936-1937 proponeva quale cassiere della FTC Ilario Conti e membro di
    comitato Ernesto Malacrida. Sempre nella stessa stagione i Giovani Calciatori Massagnesi
    si aggiudicavano la Coppa Sahib, battendo in finale a Bellinzona, la locale seconda
    squadra, con il secco punteggio di 5 a 2. Questa la formazione dei massagnesi: Faedi;
    Sassi, Gerosa; Signorelli, Balmelli, Bettosini; Soldini, Conti, Benicchio, Sassi
    II, Boffini II. L'anno successivo il Massagno divenne campione sottocenerino e,
    nella finale per il titolo cantonale, venne sconfitto dal Bellinzona per 4 a 2.
    In compenso i G.C. Massagnesi si aggiudicarono in modo definitivo la Coppa Sahib
    vincendo il duplice confronto con la Pro Daro (3 a 3 a Bellinzona e 5 a 4 a Massagno).
  
    Ormai la seconda guerra mondiale si stava avvicinando a grandi passi e giocare a
    pallone diventava sempre più difficile: bisognava difendere la Patria e lo sport
    passava in secondo piano. Sebbene che gli anni del conflitto fossero stati duri,
    nel Canton Ticino si disputarono (in forma ridotta) i vari campionati, ai quali
    però il Massagno non partecipò avendo sciolto la squadra. 

Anni '40: quarant'anni di vita vissuta

    Quando nel 1946 un gruppo di persone decise di ridare vita ad una società di calcio
      nel Comune, il campo prescelto fu il Povrò. 
     Era un campo stretto ma che a quei tempi serviva più che decorosamente al suo scopo. 
     Aveva una particolarità: lungo le linee esterne, per tutta la lunghezza, scorrevano due 
    ruscelli, le cosiddette "rungee" del Povrò. La linea di demarcazione era vicinissima e sovente 
    qualche giocatore finiva nell'acqua, talvolta gelida. Ma allora non esistevano le docce e così si
      univa l'utile al... dilettevole. Scherzi a parte, questi ruscelli sono rimasti per
      lungo tempo il marchio inconfondibile del nostro campo. Comunque vicini come si
      era alla città e considerata la piccolezza del territorio di Massagno, era già confortante
      poter avere a disposizione un'area per la disputa delle partite. Il campo è sempre
      stato privato e la società ha sempre pagato il giusto affitto, grazie alla comprensione
      dei proprietari.

      Dunque siamo nel 1946. La guerra è appena finita. La gente sente un grande impulso
      innovatore. Nei giovani sprizza energia, dopo anni di privazioni, sacrifici, amarezze.
      Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, è soprattutto la gioventù che
      sente il bisogno di divertirsi. Esiste forse un divertimento migliore che quello
      di fare dello sport?
      A quei tempi poter giocare in una squadra di calcio rappresentava un divertimento
      sicuro, la camerateria e l'amicizia erano allora sentimenti profondi. Altri mezzi
      di svago non ne esistevano, se si esclude qualche sala di cinema e qualche... verticale.
      Fu dunque abbastanza facile trovare venti baldi giovanotti che potessero formare
      una squadra di calcio per disputare un regolare campionato.
      All'inizio anche nel campo dirigenziale non ci furono problemi. Tutti volevano dare
      una mano, partecipare attivamente alla creazione della società. L'assemblea di costituzione
      fu tenuta in una sala di ristorante che pareva troppo piccola, vista la moltitudine
      di gente presente. Pigiati tra gli astanti v'erano autorità comunali e cittadini
      in vista. I buoni propositi erano molti. Tutti volevano intensamente
      questa società calcistica massagnese. Come vedremo in seguito, però la situazione
      cambierà molto, purtroppo...

      Comunque in quell'anno 1946 tutto era bello. Era normale. Ogni nascita crea euforia.
      Venne creato un comitato provvisorio e la presidenza fu assunta da Gaetano Lanzani,
      il popolare Tano, promotore e fautore della sì felice iniziativa. La squadra, affiliata
      alla Federazione svizzera di calcio, iniziò in settembre il campionato di Quarta
      Lega ed ai primi di novembre un'assemblea generale diede forza e vigore alla nuova
      associazione. Tale assemblea chiamò alla presidenza un giovane massagnese, Franco
      Spinelli, il quale con giovanile baldanza e sicurezza prese in mano le redini della
      giovanissima AS Massagno. Ai primi di marzo, in una giornata di primavera, fra una
      cornice festante di folla, venne ufficialmente inaugurata l'attività sportiva della
      nuova associazione.
    
      Sotto la spinta del primo presidente Franco Spinelli, la società cominciò subito
      a mietere allori sui campi del Sottoceneri. Queste in sintesi le pagine più belle,
      diremmo di gloria, della creazione della nuova associazione. L'AS Massagno non era
      più un sogno nella mente di molti sportivi ma una realtà viva e concreta, e il suo
      nome cominciava a scorrere sulle labbra di chi domenicalmente seguiva i campionati.
    
    
      Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio. Perché sottacerlo? A giornate di entusiasmo
      subentrarono momenti di crisi e di scoraggiamento. Alcuni soci al primo scossone
      non ebbero né il coraggio né la voglia di continuare e lasciarono l’AS Massagno
      al suo destino. Poteva essere la fine. Invece no. Chi rimase lottò con ogni sua
      energia. Da vero sportivo, capì che l'ideale per il quale sacrificava ore di svago
      e di lavoro era troppo grande per lasciarlo morire così miseramente. Alla fine il
      loro sacrificio fu premiato. In questa ricorrenza, che non vuole essere un traguardo
      ma bensì un punto di partenza per altre mete e vittorie, esprimiamo loro un ringraziamento
      di cuore. Ci piace ricordare, tra questi pionieri, oltre ai citati "Tano" Lanzani e 
      Franco Spinelli, Giovanni Agustoni, che in seguito guidò con grande acume
      ma anche con tanti sacrifici l'Associazione per oltre un decennio, Aldo Bettosini,
      tuttora appassionato tifoso al seguito della squadra, e il compianto Attilio Mazzola.
      Altri diedero molto, moltissimo alla società, e furono la base su cui l’AS Massagno
      ha forgiato la sua gloriosa esistenza.

     Ricordiamo la prima formazione dell'AS Massagno nell’anno della sua costituzione nel 1946, 
     allenata da Giulio Benicchio:      
     Diego Galli, Armando Lucchini, Luigi Ponti,
     Gabriele Parietti, René Lanz, Mario Paltenghi, 
     Elio Andreoli, Alberto Sormani, Luciano Magnoni,
      C. Lorenzoni, Aroldo Poretti.   

      Nella foto il presidente Aldo Bettosini

Anni '50

      Dunque si cominciò a giocare sul serio e i risultati vennero subito. Dopo aver sfiorato
      varie volte il traguardo, al termine della stagione 1949-1950 la squadra vinceva
      il campionato regionale di Quarta Lega e veniva promossa in Terza Lega. Era un risultato
      clamoroso per una società così giovane. Ma le sorprese non finirono lì.
      La stagione successiva infatti il giovane Massagno per poco non compì la clamorosa
      impresa di vincere il campionato di Terza Lega. Terminò ad un punto dal Tresa, 
      dimostrandosi squadra di grandi possibilità. Ricordiamo i giocatori di allora: Brughera, 
      Quarti, Zanetta, Robbiani, Pescia B., Pescia O., Roveri, Lucchini Ar., Ponti L. e Poretti.
      In quell'annata venne creata anche una seconda squadra, che partecipò al campionato
      di Quarta Lega, comportandosi decorosamente. Questa compagine, cosiddetta di "riserve",
      era nata dopo che l'anno prima una squadra di giovani massagnesi, appoggiata dall’AS
      Massagno, aveva dominato il campionato dell'Oratorio maschile di Lugano a quei tempi
      molto importante e seguito.
      Ci fu poi un periodo in cui la squadra si comportò onorevolmente in Terza Lega.
      Il Massagno era ormai diventata una squadra temuta da tutti e, soprattutto al Povrò,
      era difficilissimo passare.
     Molti ricorderanno ancora il "mitico" campetto che lungo le linee esterne, per tutta la 
     lunghezza, vedeva scorrere due ruscelli, le cosiddette "rungee".  A nord del terreno da gioco, 
     circa dieci metri dietro la porta c’era una masseria con tanto di allevamento di maiali.
      Vi lasciamo immaginare il "profumo" che emanava!
     Nella stagione 1952-1953 fu per la prima volta creata
      una sezione allievi. Anche qui era solo un inizio, un'esperienza. In seguito la
      sezione giovanile darà grandi soddisfazioni agli sportivi massagnesi.

       Nella foto la formazione del 1950: 
      In piedi (da sinistra): Amleto Tamburini (accompagnatore), Carlo Conti (accompagnatore), 
       Armando Lucchini, Battista Pescia, Renzo Bottani, Alberto Sormani,
      Luigi Ponti, Americo Lucchini, Sergio Mazzola, Luciano Magnoni,
      Franco Spinelli (presidente). 
      Accosciati: Renato Roveri, Silvio Pescia,
      Aroldo Poretti, Alberto Santini, Lino Brughera, Gabriele Parietti.

Anni '60

     Siamo nella stagione 1961-1962 e l’AS Massagno si diverte giocando le partite 

      casalinghe sul terreno del Povrò.  
      La squadra giostrò ancora per diverse stagioni in Terza Lega ma infine, purtroppo,
      giunse l'annata storta e si cadde in Quarta. Fu questo uno dei momenti tristi della
      giovane società. Fu soprattutto grazie alla spinta di vitalità del presidente Giovanni
      Agustoni, subentrato a Franco Spinelli, che dopo tredici anni aveva dato il cambio,
      che la squadra reagì e piano piano risalì la china. Nel 1964-1965 vennero di nuovo
      creati gli allievi, e mai decisione fu così saggia. Già nel 1966-1967 infatti l'AS
      Massagno ritrovò il suo posto in Terza Lega. Fu un anno trionfale. Le casacche biancoblù,
      guidate dall'allenatore Flavio Boldini, vinsero tutto quello che c'era da vincere.
      Campioni di gruppo, campioni regionali e infine l'ambito titolo di campioni ticinesi.
     Ci piace ricordare la memorabile partita del 19 giugno 1967 a Monte Carasso.
      Avversario per il massimo alloro cantonale era il S. Vittore. Tre furono le reti
      che Renzi, Fabio Paparelli e Wagenbauer realizzarono al cerbero avversario. La gioia
      del presidente Agustoni e dell'allenatore Boldini (assente proprio in questa importante
      gara per una ferita riportata la domenica prima contro l'Astano) era grande. La
      squadra campione era formata da: Vittori; Paparelli N., Ranzi; Rezzonico, Mangili,
      Tamburini; Gamba, Hanselmann, Wagenbauer, Caggiano e Paparelli F. Anche gli allievi
      A contribuirono all'annata "d'oro" giungendo in semifinale di Coppa
      Ticino. Purtroppo però la permanenza in Terza Lega doveva durare solo quattro anni.
      Nuvole nere oscuravano il futuro dell’AS Massagno. Infatti il campionato 1969-1970
      fu giocato al Pradello di Breganzona con una squadra di giovanissimi che si salvò
      a stento. L'anno dopo (essendo ancora il Povrò inservibile) si giocò addirittura
      nei piani di Bioggio. 

      Nella foto la formazione che nel 1966-1967 conquistò il passaggio i Terza Lega. 
     In piedi (da sinistra): Giorgio Colombo, Sergio Mangili,
      Carlo "Carlin" Rezzonico, Aurelio Roncoroni, Flavio Boldini,
      Giorgio Vittori, Raimondo Gamba.
     Accosciati: Achille Ranzi, Gianni Wagenbauer, Luigi Tamburini, 
     Franco Mangili, Jean-Pierre Valnegri.

Anni '70

    La mancanza di un proprio campo fu determinante per la ricaduta in Quarta Lega.
      L’ AS Massagno nel 1970-1971 è ancora in Terza Lega e disputa le partite casalinghe
      ai Mulini di Bioggio, sul terreno messo gentilmente a disposizione dal FC Olimpia
      di Muzzano.  
      Dovendo giocare praticamente sempre in trasferta, la situazione si era fatta difficilissima.     Ritornati
      in Quarta, nella stagione 1971-1972 ci si riappropriò del Povrò e subito
      la squadra reagì. Terminò seconda in campionato sfiorando la promozione. 
     Nel frattempo il presidente Agustoni aveva lasciato il posto ad Aldo Bettosini, che fu in seguito
      rilevato per un biennio da Daniele Bigger. Poi all'inizio della stagione 1973-1974,
      fu chiamato a reggere le sorti della società Cesare Agustoni, figlio del presidente
      onorario Giovanni. La squadra in questi anni si è comportata onorevolmente. Nella
      stagione 1974-1975 ha sfiorato ancora una volta la promozione, perdendo un incontro
      incredibile e decisivo in quel di Rivera.
    
      Ma le maggiori soddisfazioni in questi anni sono giunte dal settore giovanile. Creata
      nel 1972-1973 sotto la spinta del presidente Bigger, la squadra allievi in tre anni
      di esistenza ha dato alla società la grande gioia di rivincere un titolo cantonale.
      Infatti, al termine della stagione 1974-1975, i ragazzi guidati da Antonio Granelli
      e Daniele Bigger hanno vinto il titolo cantonale degli allievi A2 in una memorabile
      partita allo stadio del Lido di Locarno contro il Solduno. Questa squadra di allievi
      per lunghi anni formerà l'ossatura della prima squadra. Molti di questi giocatori
      sono ancora in attività. Il passaggio a giocatori attivi di questi giovani è coinciso
      con l'arrivo a Massagno di Simonetto Simonetti. Il centroattacco tanto caro ai tifosi
      del Lugano ai quali aveva regalato la Coppa Svizzera con la bella rete contro il
      Winterthur. «Simo» riuscì subito a vincere il campionato, dominando
      tutti gli avversari nettamente. Era ancora il tempo delle finali di promozione che
      iniziarono benissimo con una chiara vittoria contro il Ceresio. Altro successo contro
      il Pura e la promozione sembrava certa. Ma una disgraziata gara a Ligornetto, su
      un campo impraticabile, portava la prima sconfitta. Occorreva un punticino contro
      il Gentilino per la matematica certezza. Purtroppo, proprio all'ultimo minuto, arrivava
      la sconfitta mentre il Ceresio vinceva largamente a Pura e veniva promosso per il
      miglior quoziente reti (0,03!) nei confronti del Massagno. Una grande rabbia e delusione.
    
    <cae:Portrait ID="cesarePortrait" runat="server" ImageUrl="~/Immagini/Archivio/Massagno/Presidenti/Cesare Agustoni.jpg"
      Name="Cesare Agustoni" Activity="1973-1974 / 1978-1979" />
    
      La stagione successiva, 1977-1978, fu l'ultima in cui si giocò sul Povrò. Altra
      vittoria nel campionato a pari punti con il Boglia. Nei confronti diretti due vittorie
      nette del Massagno. Non c'erano più le finali ma in caso di parità non contavano
      gli scontri diretti ma occorreva lo spareggio. Sul campo di Vezia il Massagno, dopo
      aver dominato tutta la gara, si vedeva beffare a una manciata di secondi dalla fine
      e la promozione era rinviata di un ulteriore anno. 
     Questa volta il contraccolpo fu forte. La squadra prendeva possesso del Valgersa
      (stagione 1978-1979) ma per un paio di campionati le cose non andarono come si sperava.