AS Massagno

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A Massagno si giocava anche prima

La nostra società, costituita come si sà nel 1946, non è stata la prima società di calcio di Massagno ma è stato preceduta da altre squadre che han tenuto alto il nome del Comune nel Cantone. Le prime notizie di una squadra iscritta regolarmente ai campionati regionali si hanno negli anni 1920-1921, quando il Massagno militava nella Serie B ticinese, assieme ad altre formazioni blasonate per nome quali Bellinzona II, Locarno II, Chiasso, Lugano II ed altre ancora.

Nella stagione 1922-1923 si ha notizia dell'iscrizione al campionato, oltre che della prima squadra, anche del Massagno II e di una formazione chiamata Aurora Massagno.

FC Massagno II 1925-1926 FC Massagno II° 1925-1926. In piedi (da sinistra): E. Cattaneo, Soldini, Fraschina, Pescini, Dozio, M. Cattaneo. Al centro: Airaghi, Bertossi (capitano), Sormani. In ginocchio: Eugenio Canavesi, Bordoli, Conti. (Foto gentilmente messaci a disposizione dalla signora Daniela Ponti, figlia del giocatore del FCM Eugenio Canavesi).

Nella stagione 1924-1925 si apprende che il giocatore del Massagno Cleante Cavazzuti fa parte della Commissione di revisione degli statuti e regolamenti cantonali della Federcalcio ticinese, mentre la stagione 1925-1926 è trionfale per il F.C. Massagno che si aggiudica il titolo di Serie B con la prima squadra e il titolo di Serie C con la seconda. Riportiamo quanto citato dal libretto «Il gioco del calcio nel Ticino» edito dalla «Federazione Ticinese» nel suo quarantesimo di fondazione: «... mentre nel Sopraceneri(!) trionfava il F.C. Massagno con otto vittorie su altrettante partite giocate. Nella finale per il primato di gruppo, i massagnesi superavano il Lugano III per 4 a 2 ed ottenevano forfait nella seconda partita. Il Massagno si aggiudicava anche le due partite di promozione relegazione col Giubiasco, ultimo della Prima Divisione, vincendo per 7 a 0 e 5 a 4. In terza Divisione il Massagno II si aggiudicava il primato nel Sottoceneri, sua giurisdizione naturale, mentre nel Sopraceneri si rendevano necessari ben tre incontri. Nella "bella", il Massagno II aveva la meglio sulla "terza" del Bellinzona per 3 a 2».

AS Massagno 1938 AS Massagno 1938. In piedi (da sinistra): Carlo Conti, Willy Kaiser, Giulio Benicchio, (?), Gino Panzeri. In ginocchio: (?), Paolo Boffini, Aldo Bettosini. Seduti: (?) Bernasconi, Italo Galli, Pietro Gaggini. (Foto gentilmente concessa dal «giovanissimo» Diego Galli)

Un pesce d'aprile mal riuscito

Primo aprile 1923. La rivalità tra i giocatori del F.C. Massagno e del F.C. Aurora (una squadra nata in Via Pepena a Lugano ma trasferita a Massagno da poco) è molto alta. Il F.C. Massagno ha appena vinto il campionato ticinese di serie B, mentre l'Aurora Massagno ha trionfato ad Arbedo nel campionato di serie C. Sul campo lungo l'attuale Via Motta il 10 aprile 1923 scontro diretto, un derby attesissimo. Un dirigente del F.C. Massagno si presenta con un grande pacco. La gara inizia e, a causa di un fallo di mani di Gerosa, il F.C. Massagno si vede punito con un rigore. Tira Muzio e l'Aurora vince clamorosamente per 1 a 0. Una grossa sorpresa soprattutto per il dirigente avversario che aveva già pronto un gigantesco pesce d'aprile di cioccolato per gli avversari. Per quella volta il cioccolato ha addolcito come in tante altre occasioni una sconfitta e il pesce d'aprile è andato a farsi friggere...

Andando avanti con gli anni troviamo quale segretario della FTC Nino Foletti, nominato nel corso dell'assemblea dei delegati del 25 settembre 1927, alla «Torretta» di Locarno. Egli viene riconfermato nella carica anche l'anno successivo. Le stagioni si susseguono e l'anno 1932 vede iscritta al campionato la squadra dei Giovani Calciatori Massagnesi, mentre nel comitato cantonale il posto di segretario è occupato da Virgilio Regazzoni, che rimarrà in carica fino alla stagione 1934-1935.

Due passi nei ricordi

Crediamo di fare piacere agli anziani e di attirare l'attenzione dei giovani riportando il testo apparso sul numero unico, dopo dieci anni di vita, dell'allora Associazione Sportiva Massagno, scritto con vera passione per il gioco del calcio dal compianto Attilio Mazzola, valente giocatore, membro di comitato e socio onorario della nostra Società. Il testo, anche se contiene un po' di retorica, dovrebbe farci pensare e riflettere sui «bei tempi andati».

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Quella notte il cielo aveva lasciato il suo fare arcigno e se n'era ritornato il bel cielo che tutti conosciamo, il cielo dei sogni e dell'innocenza, il cielo dei poeti e anche il cielo dei calciatori.

La neve aveva sommerso ogni cosa nella campagna, fuorché i pioppi lunghi lunghi che dormivano il loro sonno invernale. Il campo da giuoco, il campo delle fatiche e delle soddisfazioni, delle delusioni e delle speranze, s'era vestito anche lui della bianca coltre uniforme di neve, come volesse appisolarsi fra i dormienti della natura, dal campanile vicino erano partiti i rintocchi ovattati dell'ora: mezzanotte. La luna guardava sincera di sopra il monte Brè.

Era l'inverno del 1926. Cleante Cavazzuti era con me in quella sera di rigidi momenti. Nessuno d'intorno, nessun rumore, ma solo un lieve alitare di vento in quella pace di cimitero. Non si trattava di due nottamboli, non si trattava di due gaudenti che passassero di là, ma solo di due modesti calciatori che l'indomani dovevano cimentarsi in una finalissima di campionato, proprio su quel campo coperto di neve. Non era una facile cosa, bensì una difficoltà che si sarebbe detta insormontabile.

Senza ciarlare tanto, noi due soli, si principiava a spalare il campo con una ridicola pretesa ma con l'intenzione e la certezza che il miracolo si fosse compiuto. Nel presto mattino, altri volonterosi si erano uniti a noi, altri ne giungevano ancora e nel volgere di un'ora una vera turba di gente, il paese tutto, era convenuta là in nobile gara, nel nome di vera, quanto commovente, legge sportiva. Senza sosta, sino alla una dopo mezzogiorno, momento in cui una livellatrice, trainata da cavalli, entrava sul campo a dare la rifinitura al lavoro, mentre l'osanna della gente si perdeva sui collinari vicini. Il Lugano d'allora era già sul campo, erano le quattordici, mentre la squadra del Massagno, noi due compresi, compariva subito dopo salutata da un migliaio di persone che facevano corona al campo. Fu una partita di cui il solo ricordo è bastante per inumidire gli occhi, una di quelle imprese che confonde il vinto ed il vincitore in un unico e grande merito. Il Massagno aveva vinto per tre reti a due, laureandosi in tal modo campione ticinese di seconda categoria. Lo scrivente per due volte aveva saputo violare la rete avversaria, malgrado lo sforzo della notte, e così pure il suo compagno d'avventura lo aveva uguagliato in generosità ed abnegazione.

Questo un vivo ricordo sportivo di un tempo ormai perso, questa la prova che i nostri giovani dovrebbero archiviare a memoria e ad esempio.

Attilio Mazzola

La squadra campione era così composta: G. Bernasconi, M. Bernasconi, C. Cavazzuti, Mazzotti, N. Pianezzi, Talleri, O. Spelher, A. Mazzola, S. Solari, D. Spelher e D. Storni.

La stagione 1936-1937 proponeva quale cassiere della FTC Ilario Conti e membro di comitato Ernesto Malacrida. Sempre nella stessa stagione i Giovani Calciatori Massagnesi si aggiudicavano la Coppa Sahib, battendo in finale a Bellinzona, la locale seconda squadra, con il secco punteggio di 5 a 2. Questa la formazione dei massagnesi: Faedi; Sassi, Gerosa; Signorelli, Balmelli, Bettosini; Soldini, Conti, Benicchio, Sassi II, Boffini II. L'anno successivo il Massagno divenne campione sottocenerino e, nella finale per il titolo cantonale, venne sconfitto dal Bellinzona per 4 a 2. In compenso i G.C. Massagnesi si aggiudicarono in modo definitivo la Coppa Sahib vincendo il duplice confronto con la Pro Daro (3 a 3 a Bellinzona e 5 a 4 a Massagno).

Ormai la seconda guerra mondiale si stava avvicinando a grandi passi e giocare a pallone diventava sempre più difficile: bisognava difendere la Patria e lo sport passava in secondo piano. Sebbene che gli anni del conflitto fossero stati duri, nel Canton Ticino si disputarono (in forma ridotta) i vari campionati, ai quali però il Massagno non partecipò avendo sciolto la squadra. E dopo la guerra...

Quarant'anni di vita vissuta

Franco Spinelli

Franco Spinelli
1946-1947 / 1958-1959

Quando nel 1946 un gruppo di persone decise di ridare vita ad una società di calcio nel Comune, il campo prescelto fu il Povrò. Era un campo stretto ma che a quei tempi serviva più che decorosamente al suo scopo. Aveva una particolarità: lungo le linee esterne, per tutta la lunghezza, scorrevano due ruscelli, le cosiddette «rungee» del Povrò. La linea di demarcazione era vicinissima e sovente qualche giocatore finiva nell'acqua, talvolta gelida. Ma allora non esistevano le docce e così si univa l'utile al... dilettevole. Scherzi a parte, questi ruscelli sono rimasti per lungo tempo il marchio inconfondibile del nostro campo. Comunque vicini come si era alla città e considerata la piccolezza del territorio di Massagno, era già confortante poter avere a disposizione un'area per la disputa delle partite. Il campo è sempre stato privato e la società ha sempre pagato il giusto affitto, grazie alla comprensione dei proprietari.

Dunque siamo nel 1946. La guerra è appena finita. La gente sente un grande impulso innovatore. Nei giovani sprizza energia, dopo anni di privazioni, sacrifici, amarezze.

Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, è soprattutto la gioventù che sente il bisogno di divertirsi. Esiste forse un divertimento migliore che quello di fare dello sport?

A quei tempi poter giocare in una squadra di calcio rappresentava un divertimento sicuro, la camerateria e l'amicizia erano allora sentimenti profondi. Altri mezzi di svago non ne esistevano, se si esclude qualche sala di cinema e qualche... verticale. Fu dunque abbastanza facile trovare venti baldi giovanotti che potessero formare una squadra di calcio per disputare un regolare campionato.

All'inizio anche nel campo dirigenziale non ci furono problemi. Tutti volevano dare una mano, partecipare attivamente alla creazione della società. L'assemblea di costituzione fu tenuta in una sala di ristorante che pareva troppo piccola, vista la moltitudine di gente presente. Pigiati tra gli astanti v'erano autorità comunali e cittadini in vista. I buoni propositi erano molti. Tutti «volevano» intensamente questa società calcistica massagnese. Come vedremo in seguito, però la situazione cambierà molto, purtroppo...

Giovanni Agustoni

Giovanni Agustoni
1959-1960 / 1969-1970

Comunque in quell'anno 1946 tutto era bello. Era normale. Ogni nascita crea euforia. Venne creato un comitato provvisorio e la presidenza fu assunta da Gaetano Lanzani, il popolare Tano, promotore e fautore della sì felice iniziativa. La squadra, affiliata alla Federazione svizzera di calcio, iniziò in settembre il campionato di Quarta Lega ed ai primi di novembre un'assemblea generale diede forza e vigore alla nuova associazione. Tale assemblea chiamò alla presidenza un giovane massagnese, Franco Spinelli, il quale con giovanile baldanza e sicurezza prese in mano le redini della giovanissima AS Massagno. Ai primi di marzo, in una giornata di primavera, fra una cornice festante di folla, venne ufficialmente inaugurata l'attività sportiva della nuova associazione.

Sotto la spinta del primo presidente Franco Spinelli, la società cominciò subito a mietere allori sui campi del Sottoceneri. Queste in sintesi le pagine più belle, diremmo di gloria, della creazione della nuova associazione. L'AS Massagno non era più un sogno nella mente di molti sportivi ma una realtà viva e concreta, e il suo nome cominciava a scorrere sulle labbra di chi domenicalmente seguiva i campionati.

Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio. Perché sottacerlo? A giornate di entusiasmo subentrarono momenti di crisi e di scoraggiamento. Alcuni soci al primo scossone non ebbero né il coraggio né la voglia di continuare e lasciarono l’AS Massagno al suo destino. Poteva essere la fine. Invece no. Chi rimase lottò con ogni sua energia. Da vero sportivo, capì che l'ideale per il quale sacrificava ore di svago e di lavoro era troppo grande per lasciarlo morire così miseramente. Alla fine il loro sacrificio fu premiato. In questa ricorrenza, che non vuole essere un traguardo ma bensì un punto di partenza per altre mete e vittorie, esprimiamo loro un ringraziamento di cuore. Ci piace ricordare, tra questi pionieri, oltre ai citati «Tano» Lanzani e Franco Spinelli, Giovanni Agustoni, che in seguito guidò con grande acume ma anche con tanti sacrifici l'Associazione per oltre un decennio, Aldo Bettosini, tuttora appassionato tifoso al seguito della squadra, e il compianto Attilio Mazzola. Altri diedero molto, moltissimo alla società, e furono la base su cui l’AS Massagno ha forgiato la sua gloriosa esistenza.

Aldo Bettosini

Aldo Bettosini
1970-1971

Dunque si cominciò a giocare sul serio e i risultati vennero subito. Dopo aver sfiorato varie volte il traguardo, al termine della stagione 1949-1950 la squadra vinceva il campionato regionale di Quarta Lega e veniva promossa in Terza Lega. Era un risultato clamoroso per una società così giovane. Ma le sorprese non finirono lì.

La stagione successiva infatti il giovane Massagno per poco non compì la clamorosa impresa di vincere il campionato di Terza Lega. Terminò ad un punto dal Tresa, dimostrandosi squadra di grandi possibilità. Ricordiamo i giocatori di allora: Brughera, Quarti, Zanetta, Robbiani, Pescia B., Pescia O., Roveri, Lucchini Ar., Ponti L. e Poretti. In quell'annata venne creata anche una seconda squadra, che partecipò al campionato di Quarta Lega, comportandosi decorosamente. Questa compagine, cosiddetta di «riserve», era nata dopo che l'anno prima una squadra di giovani massagnesi, appoggiata dall’AS Massagno, aveva dominato il campionato dell'Oratorio maschile di Lugano a quei tempi molto importante e seguito.

Ci fu poi un periodo in cui la squadra si comportò onorevolmente in Terza Lega. Il Massagno era ormai diventata una squadra temuta da tutti e, soprattutto al Povrò, era difficilissimo passare. Nella stagione 1952-1953 fu per la prima volta creata una sezione allievi. Anche qui era solo un inizio, un'esperienza. In seguito la sezione giovanile darà grandi soddisfazioni agli sportivi massagnesi.

AS MASSAGNO 1961 Siamo nella stagione 1961-1962 e l’AS Massagno si diverte giocando le partite casalinghe sul terreno del Povrò. Nella foto (da sinistra): Enrico Bottani, Sergio Mazzola, Remo Pianezzi, Daniele Bigger, Franco Mazzola, Gianni Wagenbauer, Sergio Mangili, Giorgio Colombo, Franco Mangili (capitano), ????? Boffelli, Franco Sormani, Roberto Lonati, Giovanni Kauz (accompagnatore), Aldo Bettosini (dirigente). (Foto gentilmente concessa Franco Sormani)

1963 AS Massagno (stagione 1962-1963). Nella foto (in alto da sinistra): Cesare Agustoni (accompagnatore), Sergio Mangili, Gianni Wagenbauer, Americo Lucchini, Carlo «Carlin» Rezzonico, Franco Mangili (capitano), Ezio Balerna (allenatore). In ginocchio: Giuseppe Regazzoni, ????? Boffelli, Gianni Balerna, Gianrico Tarilli, Franco Sormani, Remo Pianezzi. (Foto gentilmente concessa Franco Sormani)

La squadra giostrò ancora per diverse stagioni in Terza Lega ma infine, purtroppo, giunse l'annata storta e si cadde in Quarta. Fu questo uno dei momenti tristi della giovane società. Fu soprattutto grazie alla spinta di vitalità del presidente Giovanni Agustoni, subentrato a Franco Spinelli, che dopo tredici anni aveva dato il cambio, che la squadra reagì e piano piano risalì la china. Nel 1964-1965 vennero di nuovo creati gli allievi, e mai decisione fu così saggia. Già nel 1966-1967 infatti l'AS Massagno ritrovò il suo posto in Terza Lega. Fu un anno trionfale. Le casacche biancoblù, guidate dall'allenatore Flavio Boldini, vinsero tutto quello che c'era da vincere. Campioni di gruppo, campioni regionali e infine l'ambito titolo di campioni ticinesi.

Daniele Bigger

Daniele Bigger
1971-1972 / 1972-1973
1979-1980 / 1989-1990

Ci piace ricordare questa memorabile partita del 19 giugno 1967 a Monte Carasso. Avversario per il massimo alloro cantonale era il S. Vittore. Tre furono le reti che Renzi, Fabio Paparelli e Wagenbauer realizzarono al cerbero avversario. La gioia del presidente Agustoni e dell'allenatore Boldini (assente proprio in questa importante gara per una ferita riportata la domenica prima contro l'Astano) era grande. La squadra campione era formata da: Vittori; Paparelli N., Ranzi; Rezzonico, Mangili, Tamburini; Gamba, Hanselmann, Wagenbauer, Caggiano e Paparelli F. Anche gli allievi A contribuirono all'annata «d'oro» giungendo in semifinale di Coppa Ticino. Purtroppo però la permanenza in Terza Lega doveva durare solo quattro anni. Nuvole nere oscuravano il futuro dell’AS Massagno. Infatti il campionato 1969-1970 fu giocato al Pradello di Breganzona con una squadra di giovanissimi che si salvò a stento. L'anno dopo (essendo ancora il Povrò inservibile) si giocò addirittura nei piani di Bioggio.

La mancanza di un proprio campo fu determinante per la ricaduta in Quarta Lega. Dovendo giocare praticamente sempre in trasferta, la situazione si era fatta difficilissima. Ritornati in Quarta, nella stagione 1971-1972 ci si riappropriò del Povrò e subito la squadra reagì. Terminò seconda in campionato sfiorando la promozione. Nel frattempo il presidente Agustoni aveva lasciato il posto ad Aldo Bettosini, che fu in seguito rilevato per un biennio da Daniele Bigger. Poi all'inizio della stagione 1973-1974, fu chiamato a reggere le sorti della società Cesare Agustoni, figlio del presidente onorario Giovanni. La squadra in questi anni si è comportata onorevolmente. Nella stagione 1974-1975 ha sfiorato ancora una volta la promozione, perdendo un incontro incredibile e decisivo in quel di Rivera.

Ma le maggiori soddisfazioni in questi anni sono giunte dal settore giovanile. Creata nel 1972-1973 sotto la spinta del presidente Bigger, la squadra allievi in tre anni di esistenza ha dato alla società la grande gioia di rivincere un titolo cantonale. Infatti, al termine della stagione 1974-1975, i ragazzi guidati da Antonio Granelli e Daniele Bigger hanno vinto il titolo cantonale degli allievi A2 in una memorabile partita allo stadio del Lido di Locarno contro il Solduno. Questa squadra di allievi per lunghi anni formerà l'ossatura della prima squadra. Molti di questi giocatori sono ancora in attività. Il passaggio a giocatori attivi di questi giovani è coinciso con l'arrivo a Massagno di Simonetto Simonetti. Il centroattacco tanto caro ai tifosi del Lugano ai quali aveva regalato la Coppa Svizzera con la bella rete contro il Winterthur. «Simo» riuscì subito a vincere il campionato, dominando tutti gli avversari nettamente. Era ancora il tempo delle finali di promozione che iniziarono benissimo con una chiara vittoria contro il Ceresio. Altro successo contro il Pura e la promozione sembrava certa. Ma una disgraziata gara a Ligornetto, su un campo impraticabile, portava la prima sconfitta. Occorreva un punticino contro il Gentilino per la matematica certezza. Purtroppo, proprio all'ultimo minuto, arrivava la sconfitta mentre il Ceresio vinceva largamente a Pura e veniva promosso per il miglior quoziente reti (0,03!) nei confronti del Massagno. Una grande rabbia e delusione.

Cesare Agustoni

Cesare Agustoni
1973-1974 / 1978-1979

La stagione successiva, 1977-1978, fu l'ultima in cui si giocò sul Povrò. Altra vittoria nel campionato a pari punti con il Boglia. Nei confronti diretti due vittorie nette del Massagno. Non c'erano più le finali ma in caso di parità non contavano gli scontri diretti ma occorreva lo spareggio. Sul campo di Vezia il Massagno, dopo aver dominato tutta la gara, si vedeva beffare a una manciata di secondi dalla fine e la promozione era rinviata di un ulteriore anno.

Questa volta il contraccolpo fu forte. La squadra prendeva possesso del Valgersa (stagione 1978-1979) ma per un paio di campionati le cose non andarono come si sperava. Simonetti lasciava la conduzione tecnica e dopo qualche vicissitudine arrivava la stagione 1982-1983. Qui occorre fare una premessa.

Nel frattempo infatti era nata una nuova squadra di allievi che, come la precedente, si stava comportando magnificamente. Sotto la guida del giovane ed entusiasta Eros Mescoli, i boys del Massagno disputavano magnifici campionati di allievi C e poi di allievi B. Era il momento dei grandi derby con i cugini del Savosa. Ricordiamo le due finali del torneo intercantonale allievi B, giocate e vinte proprio contro il Savosa davanti a centinaia di spettatori. Nella squadra c'erano diversi giovani promettenti. Ma due in modo particolare emergevano: Christian Araya e Matteo De Felice. Due veri talenti che provavano per un anno anche l'esperienza con gli «inter» del Bellinzona, conquistando anche in questo caso simpatie e apprezzamenti.

La stagione 1982-1983 la prima squadra fu affidata proprio ad Eros Mescoli e quasi tutti giovani allievi passarono in prima squadra. Anche Araya e De Felice tornarono e il Massagno giocò una delle stagioni più esaltanti. Consensi unanimi espressi da tutti per il bellissimo gioco presentato e vittoria finale nel campionato a pari punti con le fortissime riserve del FC Lugano. Questa volta però niente spareggio perché proprio quell'anno era entrato in vigore il regolamento dei confronti diretti. Il Lugano aveva pareggiato al Valgersa ma vinto a Cornaredo. E così ancora una volta la promozione era rinviata. Una specie di maledizione!

Robert Th Gmelig Meyling

Robert Th. Gmelig Meyling
1990-1991

Finalmente arriviamo alla stagione 1983-1984. La federazione aveva deciso la famosa «piramide» e le promozioni dalla Quarta erano ben quattro. Il Massagno dominava il campionato, staccando il secondo classificato di ben quattro punti e cogliendo la meritata (e tanto agognata) promozione. La storia in Terza Lega è storia recente. Nella prima stagione, 1984-1985, partenza a razzo con otto punti nelle prime cinque gare. Grande attesa per il derby con i cugini del Savosa, dopo moltissimi anni. Salomonico pareggio per 1 a 1. Purtroppo in seguito le cose non sono andate per il verso giusto. Diverse sconfitte consecutive e le dimissioni dell'allenatore hanno creato grossi problemi alla squadra che con grande abnegazione ha raggiunto la salvezza.

La musica non è cambiata nel secondo campionato appena concluso. La squadra ha dovuto subire numerosi incidenti e disavventure, perdendo sul filo dei secondi troppi punti. Siamo così arrivati al drammatico spareggio di venerdì 13 giugno 1986. Questa volta la fortuna ci è stata amica nella rivincita sportiva con gli amici del Boglia, squadra che ci aveva precluso l'accesso in Terza Lega in un altrettanto drammatico spareggio nel 1978. Adesso occorre rimboccarsi le maniche per affrontare il prossimo campionato con una squadra competitiva in attesa dell'inserimento delle forze fresche che il settore giovanile ci fornirà a breve termine.

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Revisato e corretto, il precedente testo è tratto dal libriccino pubblicato nell’agosto 1986, in occasione della ricorrenza del 40.mo anniversario della fondazione dell’AS Massagno nel lontano 1946 (in seguito FC). Di seguito, per quattro anni ancora la società è guidata dal «presidentissimo» Daniele Bigger, che nell’ultima stagione (1990-1991), passa il testimone a Robert Th. Gmelig Meyling, che quindi conclude così il glorioso periodo della società massagnese fondendosi con l’AS Savosa nella stagione 1991-1992, sotto la denominazione di Football Club Savosa-Massagno. Ma questa è una nuova storia…

Suggerimenti o correzioni possono essere comunicati all'indirizzo info@fcsm.ch.

Brughera